La LIPU contraria all´ipotesi di aperture di cave di rutilo nel Monte Tariné (Parco del Beigua)

 

COMUNICATO STAMPA

 LA LIPU CONTRARIA ALL'IPOTESI DI SFRUTTAMENTO DEL MONTE TARINE'

CON L'APERTURA DI CAVE PER L'ESTRAZIONE DEL RUTILO

 

Con viva perplessità e preoccupazione apprendiamo dalla stampa locale che ne ha dato risalto in questi giorni di una proposta di estrazione di rutilo dal Monte Tarinè, facente parte del Parco Naturale del Beigua.

A parte la risonanza mediatica cui non ha fatto finora riscontro una indicazione delle proposte e delle modalità progettuali da parte del proponente, la LIPU, nel rimarcare che l’area indicata (nota da molto tempo per contenere al proprio interno il minerale del rutilo) ricade in un’area protetta della Regione Liguria e anche in un Sito di Importanza Comunitaria (SIC), rileva che ai delicatissimi e fondamentali aspetti dell’impatto sul territorio dato dai processi produttivi (cave  a cielo aperto, consumi d’acqua, discariche) e delle infrastrutture (passaggi continui di autocarri su una viabillità da realizzare ad hoc o da stravolgere), ma soprattutto alle possibili contaminazioni da asbesto, fatalmente presente, non vengono nel dibattito debitamEnte considerate.

Certamente meno della fantasmagorica e mirabolante cifra di 500 milioni annui acquisibili dalla Regione per i diritti di concessione, che appare francamente irrealistica.

Comunque, sia per un giusto rispetto di principio delle norme di tutela ambientale che vigono nell’area del Tariné, inclusa in un Parco Naturale (dove pertanto le attività estrattive sono esplicitamente vietate), sia per gli impatti, sicuramente considerevoli e devastanti rispetto all’attuale assetto della valle dell’Orba, sul territorio e sulla salute pubblica, la LIPU esprime la propria ferma contrarietà a questa proposta, sottolineando l’alto valore naturalistico del Parco del Beigua con i suoi vari e notevoli elementi di pregio.

 

                                                                                      LA LIPU DI GENOVA