Aggiornamento sull´emendamento per l´abolizione dei richiami vivi

 

La pratica dei richiami vivi consiste nella cattura con le reti dei piccoli uccelli migratori che dopo le fatiche della nidificazione, affrontano il grande viaggio dal Nord al Sud Europa e giungono in Italia, per essere destinati ad una vita di buio, prigionia, sevizie. Tutto ciò, per essere usati come richiami, e dunque come inganno per attirare i loro simili, affinché i cacciatori possano abbatterli.

Questa pratica ha sollevato la condanna della Commissione europea, che da poche settimane ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia, considerato che la cattura degli uccelli selvatici è attività rigorosamente vietata dalla direttiva uccelli.

Purtroppo l'emendamento che proponeva l'abolizione della cattura e dell'utilizzo degli uccelli selvatici come richiami vivi è stato respinto per poche decine di voti. E, sorprendentemente, è stato proprio il PD a votare contro l’emendamento.

E' successo l’ 11 giugno 2014 alla Camera dei Deputati in seno alla legge Europea 2013 bis. A favore dell'emendamento si sono espressi il Movimento 5 stelle, Sel, Scelta civica, buona parte di Forza Italia e del Gruppo misto. Contro l'emendamento hanno invece votato la Lega, Fratelli d'Italia e il Pd, sostenuti dal parere del Governo. "Respingere l'emendamento - dichiarano Animalisti italiani, Enpa, Cabs, Lac, Lav, Leida, Lipu-BirdLife Italia, Vas, Wwf Italia - e mantenere intatto l'uso dei richiami vivi, semplicemente rimettendolo in deroga, è una scelta gravissima e imbarazzante, che fa male all'Europa e fa male alla natura, mantiene le sofferenze e i maltrattamenti di centinaia di migliaia di uccelli migratori, e che vale come anticamera per la condanna comunitaria".

(Fonte: sito LIPU nazionale)

Di seguito riportiamo alcuni dettagli tratti dall’articolo pubblicato il 12 giugno sulla pagina facebook della Lipu nazionale.

Gli emendamenti per l’abolizione dei richiami vivi sono stati presentati da:

Gagnarli, Massimiliano Bernini, L'Abbate, Gallinella, Lupo, Parentela, Benedetti, De Lorenzis (M5S); Pellegrino, Pannarale,... Ricciatti, Franco Bordo, Palazzotto (Sel); Catanoso, Brambilla, Giammanco (Forza Italia); Catania (Scelta Civica), Tacconi (Misto).

Il Governo, tramite il sottosegretario Gozi (PD) ha dato parere contrario. Il relatore della legge, Michele Bordo (PD) ha dato parere contrario.

Hanno votato contro, con dichiarazione di voto il PD (155 deputati), la Lega (15), Fratelli d’Italia (1), Nuovo Centro destra (8). Hanno lasciato libertà di voto Forza Italia (18 contro, 16 a favore), Scelta civica (11 contro, 9 a favore). Diviso anche il Gruppo Misto.

Hanno votato a favore l’intero Movimento 5 Stelle e l’intero gruppo SEL, oltre che un deputato della Lega, deputati del Gruppo Misto e i deputati già citati.

9 gli astenuti.

Se il PD avesse lasciato libertà di voto, ieri (in prima lettura) è probabile che i richiami vivi sarebbero stati aboliti. Quì di seguito trovate il link alla pagina facebook della Lipu nazionale con l’elenco dei singoli votanti e della loro espressione di voto (articolo del 12 giugno “Ecco chi ha votato e come”)

link facebook LIPU nazionale

link facebook LIPU Genova

ed il link al documento ufficiale in pdf della Camera dei Deputati con il resoconto delle votazioni della seduta dell’11 giugno 2014

Atti Parlamentari — Votazioni VII — Camera dei Deputati XVII Legislatura — Discussioni — Seduta Dell’11 Giugno 2014 — n. 243

Per chi fosse interessato alla discussione che ha preceduto la votazione, di seguito c’è il link al resoconto stenografico ufficiale della seduta (da pag 2 a pag 16 di 141 pagine)

Ora la “palla” passa ai Senatori che nei prossimi giorni avranno la possibilità di cancellare per sempre la pratica dei richiami vivi nel nostro Paese con la conversione del decreto 91 (che contiene una norma che intende rispondere alle richieste europee, ma lo fa in modo blando, lasciando ancora la possibilità di usufruire di deroghe al divieto di cattura e di detenere un certo numero di richiami vivi) in modo da chiudere per sempre questa brutta storia italiana, che il nostro Paese, così bello e ricco di biodiversità e amore per la natura, non merita davvero più.

 

28 giugno 2014