Anatre nei torrenti

I primi Germani reali sono comparsi sui nostri torrenti una ventina di anni fa, immessi a scopo ornamentale da amministrazioni comunali e associazioni venatorie. A questi soggetti si sono poi aggiunti col tempo esemplari di anatre ed oche domestiche. Attualmente si registrano situazioni di degrado in diverse località liguri, dove il sovraffollamento delle anatre crea problemi, principalmente a loro stesse. Particolarmente prolifiche, lungo i torrenti esse dispongono di cibo in quantità quasi illimitata, fornito quotidianamente anche da cittadini benevolenti. Gli uccelli regolano naturalmente la dimensione delle loro covate in base alla disponibilità di cibo e, se questa è abbondante, si determina un'espansione demografica spesso incontrollata. Essendo la competizione con altre specie piuttosto scarsa, solo la predazione, le intemperie e le malattie (queste popolazioni in soprannumero raramente sono del tutto sane) possono rappresentare un freno.

Conoscendo queste semplici leggi di ecologia animale, basta non sovralimentare sempre e comunque le anatre, specialmente in quei luoghi dove la situazione è già critica: esse sono in grado di procurarsi il cibo da sé senza necessariamente morire di fame, spostandosi altrove o regolando il numero delle uova su una disponibilità alimentare un po' inferiore. Da questa regola generale si può derogare d'inverno, quando le condizioni climatiche e di nutrimento tendono a peggiorare: in questa stagione, specialmente nelle giornate più umide e fredde, è importante garantire l'alimentazione, scegliendo però quella più adatta (verdure, pane, ecc.).

E' infine importante ricordare a tutti che ci sono altri uccelli, sicuramente selvatici, più piccoli e come tali più soggetti d'inverno a morire di fame (non è il freddo ad ucciderli: se c'è cibo, anche questi piccoli animali resistono bene alle intemperie): i rigori dell'inverno li minacciano e perciò è bene dedicare attenzione e pensieri anche a questi nostri ospiti: pettirossi, capinere, cince, fringuelli, ecc. L'alimentazione di questi uccelli esposti alle intemperie più degli altri, non ha controindicazioni e andrebbe assicurata da chiunque possa farlo, da novembre a marzo.

La LIPU di Genova, nel fornire queste informazioni di base e buone pratiche, ricorda che dal maggio 2007 non effettua più il servizio di recupero e cura degli uccelli selvatici.